ARTISTA

Ho decappato dal muro dei ricordi l’opaca vernice distesa con i colori di sentimenti corruttibili.

Guerriero urbano, coloro con la vernice indelebile la lucida lamiera. . . lega incorruttibile per un messaggio immortale.

 

A TEATRO

Stanotte, complice una luna indulgente
ho proiettato un frammento di illusione,
recita colorita per un vecchio consunto spettacolo.

Gli applausi e i silenzi della platea inconsapevole, scandivano il ritmo di povere emozioni ingabbiate, ricordo di una animalità selvaggia resa domestica ed innocua dalla resa incondizionata all’eterno nemico.

Una fitta nella costola mi riporta all’originario gioco del creatore giustificando il bisogno di materializzare “l’altro”, come bambino che sogna disegnando la nuova scena.

 

AGENDA

Nelle strade della città che mi accoglie, alla ricerca del ruolo, seguo l’indirizzo ripreso dalla vecchia agenda.

Negli occhi dei passanti che mi danno indicazioni il dubbio, la paura. . .  espressioni di convenzioni, convinzioni, segnano il passo nel labirinto senza ritorno.

Svoltando incrocio dopo incrocio la finta memoria, segugio dell’incertezza senza fede, evapora come nebbia e la nuova scena appare svelata dai trucchi della magistrale scenografia.

Ogni nuovo passo disegna l’inesplorato percorso e la gioia di creare l’eterno gioco, come orgasmo senza fine, cancella ogni orma lasciata alle spalle. . .
sabbia spazzata dal vento .. .
candida pianura di neve coperta dai freschi fiocchi piovuti dal cielo senza nuvole del sogno immortale.

 

ALONE

Solo
Come goccia di oceano fusa nell’infinita distesa, sospinto dal respiro-coscienza senza meta.
Immerso nella calda luce di un astro avvolgente, sognatore-sogno-sognato
nell’eterna inconsapevolezza di un paradiso, dono divino per un re senza trono.

Un respiro si cristallizza in un vagito e una folla mi accoglie.
Ponte . . .trasporto pellegrini in cerca dell’abbagliante pagliuzza d’oro verso la terra dove nessun giaciglio fornì mai riposo e dove ogni elemento rivela chi sei.

Solo
dò sapore a tutte le acque della terra distillando lacrime di compassione.
Mantice alimentato dall’unità dell’essere alito, creando e riassorbendo l’incorruttibile gioco di luci e ombre.

Solo
celebro l’incoronazione dell’unigenito tra lo stupore-meraviglia dei sudditi
cosmo ordinato, manifestazione del Sogno.

 

ALTERITÀ

Guitto all’angolo della strada
elemosinando l’attenzione di passanti
assonnati, generosi filantropi
del fare del mondo.

Eremita rinchiuso nell’austera presunzione
di essere solo, accompagnato dalla folla di
pensieri generati nel mare delle superstizioni.

Dall’ultimo piolo della scala della semplicità
osservo l’altipiano del Tutto
dove gli altri sono “stati” materializzati
dal desiderio di essere,
elementi riassorbiti dal glorioso sogno di vittoria.

 

Luglio 2003

Amica,
primo incontro sotto un tetto di stelle
parole, sfiorarsi, l’imbarazzo di essere due.

Sorella,
lungo il viaggio nel mare agitato,
al timone . . . nuova rotta, l’entusiasmo di ricche avventure.

Amata,
vera carne, il pulsare di un unico cuore,
silenzio . . . abbraccio, la certezza dell’unica meta.

 

ATTIMO

Il cuore ha smesso di balbettare scandendo a voce alta il ritmo dell’eterno Ora
La linfa vitale riprende a scorrere in senso antiorario accolta dagli organi come risacca colma d’Amore
Lo sguardo verso il cielo proietta un raggio di luce . . . . . stella cometa che brilla indicando il regno del non nato
L’omaggio devoto di ogni elemento del Sogno, si rinnova con l’applauso allo spettacolo dove nulla ha inizio e nessuna cosa ha fine
Il Tutto celebra se stesso nutrendo il gioco dell’impeccabile, incorruttibile, imprevedibile attimo.

 

BABEL

Pescatore d’altura
ho lanciato la lenza con la luccicante esca
confondendo i muti abitanti di Atlantide
incapaci di parlare la stessa lingua,
dispersi nell’infinito mare amaro
dell’universo creato.

Riavvolgo il magico filo
ricapitolando la storia del mondo.
Libero la giovane preda
presa all’amo dell’apparente boccone,
che si dimena per rituffarsi nell’elemento sognato in cerca della corrente
che conduce a casa.

 

CAMINO

Fiamma che ascende ubbidendo alla
semplice legge dell’incorrutibile direzione.

Divina presenza al servizio del sognatore
che costruisce la pira dell’eterno fuoco.

 

CAST AWAY

Navigando tra i flutti della memoria, nel Mare-Nostrum che ti generò, hai viaggiato alla ricerca di Te, naufrago sulla zattera costruita con il fasciame di vecchie emozioni, tenuto insieme da corde usurate di sentimenti corruttibili.
Sfidando le onde sollevate dagli ancestrali nemici,  chiedi di essere legata con la corda incorruttibile del ricordo all’albero maestro del nuovo veliero, orgogliosa di riascoltare il canto ingannatore delle menzognere sirene per vincere l’eterna lotta sul sacro campo di battaglia . . . il Corpo.

 

CELEBRATION

Per secoli mi sono nutrito delle briciole che cadevano dalla mensa del padrone sfamando la moltitudine in me nata dal desiderio di morte.
Ai piedi dello sgabello, ho sprecato eternità senza mai osare alzare il capo e poter ridere del microscopico ostacolo, reso enorme dall’ironica bugia.
Avvicinandomi sempre di più al Corpo, mi libero dalle catene di una ipnotica educazione dalla legge della dipendenza da ciò  che ho creato: il frutto dell’albero proibito.

Oggi la voce della verità mi invita al luminoso banchetto innalzandomi al nuovo piano dove ogni oggetto, ogni accenno, ogni sussurro annuncia l’eterna vittoria.

 

COMETA

Sfreccio nella notte senza stelle. In un nviaggio senza tempo, sospinto dal motore dell’immobilità, seguo la rotta indicata dall’ago dell’ego che recita il copione della Volontà, scritto nel gelido silenzio dello spazio che separa ogni cellula. Cometa senza coda, sposa senza velo, re senza seguito, immagino e sogno la vita mortale di sudditi gioiosi di servire l’astuto tiranno.

Non so come piangere, non conosco il rassicurante dolore della stanchezza, chiudo gli occhi ma non dormo di quel sonno che ristora i perdenti.

Ogni battaglia è vinta senza combatterla ma non posso gioire della sconfitta del nemico nè festeggiare la nascita di un figlio.

Non oso insegnare quello che non so nè imparare nuove lingue perchè. . . non serve parlare in turco con se stesso.

Pieno fino all’orlo e mai sazio di gustare, rimetto ogni briciola di possesso riassorbendo il sogno del mondo.

 

COMUNICAZIONE

Il corpo dentro il corpo sogna. .  .
attraverso il codice dei cinque servitori
invia messaggi dettando l’alfabeto del mondo

La vista dietro gli occhi proietta il fascio
di luce che genera l’ologramma della
nuova  visione.

L’udito nascosto nelle ancestrali caverne
batte il tamburo dl tam-tam tribale
raccolto dai potenti radar delle lontane galassie.

Le infinite cellule diffuse come spore su ogni lembo del divino tessuto, toccano  l’intera creazione e le antenne olfattive emanano odori e profumi come incenso che si espande nell’infinito.

Così  l’enorme stella implodendo, riassorbe ogni cosa come bocca che gusta gli inesauribili sapori dell’universo sognato.

 

DEATHLESSNESS

Quando il segreto non era velato
nessuna vergogna, nessuna alterità, nessun
limite, tempo, movimento, pensiero, azione.

La fredda acqua sull’immacolato capo
scandiva le sillabe dell’anagrafica forma
solidificando il mare in ghiaccio,
innescando il congegno ad orologeria del destino.

Ho cambiato indirizzo, paese, volto, identità
e sono sempre qui, occupando lo spazio nel corpo come Padre e Figlio, io e tu
e vedendo solo ciò in cui credo.

La nuova idea deflagra
espandendo i limiti fino alle frontiere del creato dove l’assenza di morte si diffonde
come incenso contro vento
riassorbita dalle narici del corpo.

 

DESIDERIO

Come il giovane Aladino
ho strofinato la lampada fino a stancarmi
cercando di dar vita ad ogni pensiero, eredità mediocre di falsi padri ed educatori meschini.

Nel mondo convenzionato da saldi e buoni sconto mi sono nutrito prendendo a prestito vecchi sogni consumati come idee defecate da organi malati.

Chiudo gli occhi e creo il nuovo spettacolo . ..
nel negozio dei balocchi tutto puoi portare a casa, consegnando al guardiano il biglietto vincente siglato con il numero infinito e indirizzato all’eterno padrone.

 

DOMENICA
The Red Mill

Attraverso la canna della memoria
ad avidi sorsi, compiacendo l’inesauribile sete, riassorbo la vita passata. . .

eventi, emozioni, storie, visioni create dalla vecchia abitudine da cui origina il mondo.

Fermo il tempo, indosso il nuovo abito e
nel respiro dietro il respiro
l’immobile corpo, sazio di ogni sapore,
celebra l’eterna festa.

 

FORZA ROTANTE

Un pensiero inconsapevole, una scena del passato e come smorfia, un falso sorriso apre la fessura all’altezza dell’addome.

Una forza rotante, come vento nel deserto,
trascinando sterpi e rovi invade la sacra dimora, tempio dedicato al sogno del mondo.

Chiusa la porta d’ingresso, con il panno grezzo della promessa, ripulisco le fisiologiche pareti dell’organo creatore
mentre l’impetuoso soffio imbocca l’ascendente canale nutrendo il Corpo immortale.

 

IL CORPO

Un ricordo vicino, il primo vagito pronuncia lo scopo . . . fioca luce in lontananza, apparente astro splendente in un illusorio macrocosmo, ora mi accompagna come lucciola devota sfiorandomi la pelle.

Protendo il petto della volontà creatrice,
taglio la linea del traguardo che separa
l’apnea del doloroso sforzo dal fuoco purificatore del primo vero respiro.

Dopo infinite albe e tramonti, la lunga ombra proiettata sempre più lontana sul gioco del mondo, sempre più lontana, è riassorbita dal Corpo sotto il sole-verità come l’abbraccio del padre per il figlio disperso e ritrovato . . . innalzato sul trono della Vittoria.

 

IL CREATORE

Raccolto, ad occhi chiusi riposo al suono della risacca del liquido materno sognando il  presente.

Spinto dalla contrazione-desiderio
imbocco i tunnel del passato e ad occhi
aperti guardo l’infantile traduzione dell’antico gioco.

Ascendo dal piano del tempo e
come spugna degli abissi riassorbo dagli spazi infracellulari “l’eterno liquido”,
miscelato come colla alla malta del pensiero,
per modellare l’edificio virtuale del creato

 

L’OSTRUZIONE DIVENTA ISTRUZIONE

Il nemico è diventato il comodo sgabello
per il riposo del guerriero
e il minaccioso scalino, il trampolino per il salto più lungo.

Il giogo, orgoglioso ornamento per la festa nuziale, trasforma il lavoro in gioiosa celebrazione per il raccolto dorato.

Il lettuccio, ricordo costante dell’antica malattia, trasporta lontano, come tappeto volante verso mondi ignoti.

La pietra angolare è diventata testata d’angolo e il costruttore di se stesso, seguendo le leggi dell’architetto immortale, eleva l’edificio eterno.

 

LA FORTUNA

Il biglietto vincente si paga in anticipo
cambiandosi di abito ancor prima che la festa venga annunciata.

I nostri pensieri costruiscono quello che siamo e non può la cieca fortuna andare là dove gli occhi non vedono.

Un uomo getta il seme nella terra; dorma o vegli, di giorno o di notte, il seme germoglia e cresce e diventa frutto maturo,
come. . . egli stesso non sa.

Cittadina abitante nel mondo delle idee,
mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso, al servizio dell’essere, creazione del Corpo.

 

LA MACCHINA DEL TEMPO

Costruttore delle forme
hai creato un veicolo che va più veloce della  morte.
Forma di verità, sfugge alla menzogna e alla vecchiaia.

Il silenzioso motore, come una vasca piena d’acqua percepisce e domina ogni vibrazione di ignoranza, sfrecciando verso l’mpenetrabile  fortezza.

A guardia dell’ingresso, il fedele servitore dell’immortalità apre al padrone di casa.

 

LA VOCE DEL DREAMER

Non spegnerti ma tieni alto il volume della voce del Dreamer che ti raggiunge ogni attimo attraverso i cavi dellInvisibile.

 

LUCE

Ho vissuto in terra straniera
e nella stanza dei ricordi, nella penombra del senso comune gli oggetti, le cose, apparivano vere, utili, di una ragionevole solidità.
Intrapresi il viaggio di ritorno
sostando nel torpore di un sogno gia fatto.
Disteso sul fedele lettuccio che mi accompagnava, osservavo gli optional dell’esistenza illuminati dalla luce artificiale di un faro lontano.
Vedo . . . l’intermittenza dei raggi del sole guidati dalla volontà creatrice formare ombre,
esseri inorganici animati dal desiderio di vita che affermano affannosamente la morte.
Ombre lunghe di monoliti dispersi nello spazio.
La Fonte . . . allo zenith della verticalità-uno, riassorbe ogni proiezione, ogni stato, glorificando la meraviglia dell’universo degli universi, il padrone delle galassie, il bambino puro e gioioso . . . il Corpo . . . il Sogno.

 

MACROCOSMO-MICROCOSMO

Ho costruito un telescopio . . .
pellegrino inconsapevole in cerca della parte più intima allontanandomi sempre di più . . .

Ho scoperto al microscopio . . .
dividendomi in infinitesimali spazi . . .
l’ignoranza del cercatore d’oro, distratto dalla abbagliante pagliuzza che vela l’occhio onnisciente.

 

MADRE

Diventa genitore dei tuoi

Madre
che mettendo in pratica la Parola fai la Volontà celata dentro ogni cosa.
Madre
che seduta ai piedi del Signore scegli la parte migliore.
Madre
che allatti coloro che ritornando bambini entreranno per la luminosa porta.
Madre
che distruggi le opere femminee portando sobrietà agli ubriachi, acqua agli assetati, la vista a chi non capisce, la prosperità ad un mondo vuoto.
Madre
che mi trasporti, prendendomi per uno dei capelli, verso mondi ignoti.
Madre
che hai annientato il pungiglione della morte generando dall’interno il mistero.

 

MARE AMORE

Ho bevuto dell’amaro calice
ricolmo dell’acqua raccolta
sulla spiaggia del tempo. . .
ubriacando il giovane corpo
condannato a lavorare e partorire
per espellere l’insana colpa.

Sono annegato riassorbendo da ogni poro
il dolce liquido, fondendo l’antica ignoranza
di essere goccia nel mare amore
del paradiso terrestre.

 

NASCITA

Piccola goccia . . .riflesso di un gioco celeste
accolta dall’abbraccio di madre di mare-compassione, nuovo suono, nota armoniosa disegnata tra le righe per l’opera del maestro.

Occhi di meraviglia . . . finestre aperte alla brezza della conoscenza-luce; nuovo essere, antica origine, nasci dal tutto, generi l’universo . . . eterno ORA.

 

NATALE

Seduto . . . chiudo gli occhi e una luce attraversa splendente le orbite celesti.
Ogni cosa intorno è sospesa . . . il silenzio, la parola, il pensiero, il gesto fotografati in un attimo eterno.

Intorno presenze si accostano, spingono e dolorosamente espandono dilatando i confini del contorno luminoso che trasuda di preghiera e gratitudine.

Grotta universale, dietro quella porta d’oro, dentro, l’annuncio di un grande evento, la nascita di un nuovo senso.

Un respiro . . . la pausa colma fino all’orlo, il bagliore che penetra la fessura secolare del vecchio mondo . . . il nuovo essere.

 

NAVIGATORE

Alla ricerca del nuovo mondo
con lo sguardo fisso verso il cielo, inizio il viaggio guidato dalle antiche scritture degli astri. Arciere di fuoco, combatto per il dio degli eserciti la battaglia contro la morte tendendo l’arco con la forza dell’aspirazione.
Immobile, ridisegno le mappe celesti
per ritrovare nel gioco vissuto il tesoro nascosto.

Vittorioso . . . senza bisogno di agire,
il miracolo-azione sconfigge l’illusorio
nemico generato dal desiderio di vita.

 

NON FARE

L’assordante rumore di fondo di un dialogo senza fine, accompagna la mesta, ordinata esistenza di moltitudini organizzate dal fare del mondo sognato.

Il maestoso silenzio del “solo”. . . vento impetuoso senza barriere, dilaga nell’oceano-integrità-abisso dell’immobile Reale, Sognatore.

 

OSSERVAZIONE

Da bambino camminavo e guardavo il cielo sotto di me
navigando guidato dal magico strumeto riflettente.

Uno schianto e lo specchio si frantuma in una
moltitudine di frammenti in ognuno dei quali si agita un’Io’.

Nel laboratorio dell’eterna ricerca centinaia di cavie
si offrono volontariamente-inconsapevoli per la nuova scoperta.

Con lo sguardo fisso nell’altro scruto, riflessa nell’iride
misericordiosa, l’immagine capovolta dell’intero universo.

 

PADRE NOSTRO

Il rombo di un aereo, passante dall’aria assonnata. La formica affanna sul ciglio di un foro, un respiro d’aria di montagna, la telefonata, una risata . . . Ricordo.

Alzo gli occhi, lungo la strada un cartello: il paese dell’uno . . . dove gli uccelli volano, il legno galleggia, il fuoco brucia.

L’universo è una tavola imbandita, viaggiatore senza sosta bevo l’odore del mare, il colore del tramonto, il caldo dell’asfalto.

La formica scala la montagna di nero lucido,
sono in piedi, abbasso lo sguardo sulla punta delle scarpe. Sopra di me l’ombra di due ali enormi, il rombo di un aereo . . .qualcosa sta osservando . . . Ricordo.

È tutto un gioco nel paese dell’Uno,
moscacieca dell’esistenza, nascondo la mano in tasca, mi ascolto, il polso batte . . . la melodia di una famosa canzone . . . Let it Be.

 

PAROLA

Come un pesce, sospinto per un misericordioso gioco dalle onde del destino verso la bassa merea, mi dibatto sulla spiaggia del nuovo mondo naufrago dell’inconsapevole viaggio.

Seduto intorno alla candida tavola
la Voce entra, squarciando l’antica cucitura
ricordo del logoro vestito.

Parole di vita eterna, forza rotante che come ariete da guerra scardina le difese della inespugnabile fortezza.

Seme . . . il più piccolo nel mondo delle illusioni, sospinto dal soffio-respiro del sogno, penetra nell’utero mortale come sussurro per l’orecchio educato a non intendere, risvegliando il non nato.

 

PASQUA

Corpo sognante. . . risvegliato dal sonno inconsapevole. . .
Una bianca colomba batte le ali applaudendo
la gioia di essere viva.

Il centenario ulivo sussurra l’eredità di essere UNO. . . nel ramo rivolto al cielo, nella radice affondata nella terra.

Il pendolo. . .sospeso mentre corre verso il prossimo rintocco, saluta l’attimo precedente
sognando l’ORA nel palazzo dell’eterno.

 

POETA

La penna, guidata dalla mano assonnata
ripercorre le stesse linee in un groviglio
senza senso. . . delirio tiranno, figlio dell’onirica descizione.

Alla deriva nello spazio, adatto l’instabile condizione alle convenzioni della mente,
fiducioso nelle mappe celesti
ridisegnate ad ogni impercettibile variazione-emozione.

Uno schiocco, una voce, un richiamo,
segnali soffocati dal peccato di aver messo
l’Uno fuori di me. . .
ascendo con i propulsori-aspirazione
innalzando il Corpo libero dalla gravità del tempo.

 

POSTURA

Dopo aver strisciato per secoli sul ventre,
natura bisognosa di attingere da un mondo piatto generato dal desiderio di morte,
spingo in alto lo sguardo tenendo la spina dorsale come arco che punta il centro del luminoso bersaglio.

Indosso l’abito per sedere con lo sposo alla tavola imbandita con i frutti della giovinezza,
mentre la voce urla il canto di vittoria
per ricordare agli elementi del sogno il vero padrone.

Come statua greca guido fiero il pensiero
contro l’idea della inevitabilità della morte,
disegnando con la nuova posizione del Corpo
l’universo-certezza dell’eterno creatore.

 

QUI e ORA

Apro gli occhi e l’intero universo si tuffa
risucchiato dal buio della pupilla. . .
come vecchia conoscenza nel mare del passato.

Chiudo gli occhi e un fascio di luce inizia il viaggio incrociando bianchi, candidi schermi. . .  prismi olografici. . . creando il nuovo mondo.

 

RESPIRO

Uno stormo di uccelli attraversa il petto
scuotendo l’antica polvere dalle pareti
dell’angusta stanza.

Frenetiche ali desiderose di assolvere il compito, segnano il pigro tessuto aprendo
ferite  come bocche anelanti di baci.

Dono dell’ispirazione creatrice,
ogni granello di materia, guidato dalla mano paterna, prende il suo posto ordinato
sul palco dell’olografico spettacolo.

Soffio che generi, appari come messaggero di buone ambasciate colorando il bianco foglio dell’immobilità sognante

 

RESURREZIONE

Ho fermato il mondo e il mondo è scomparso
Ho fermato il mondo e il mondo è diventato “mondo”.

Come fragranza che si espande contro vento, la morte scompare e la pietra dell’ignoranza lievita, sollevata dalla volontà creatrice.

Corpo. . . sostenuto eternamente, senza sforzo, dalla forza portante dell’elemento in cui è immerso . . . Amore . . .

 

RIASSORBIMENTO

Un taglio nella pelle. . .
un mondo assetato d’amore beve
succhiando il nettare di vita che si dona
come scia di cometa.

Bambino al seno della Madre,
riassorbo l’universo creato nel sogno
soffiando il germe immortale . . .
fonte di luce sullo schermo dell’eterno gioco.

 

RINASCERE

Un fiume di energia solida risale il pendio roccioso solcato da radici eterne animate dalla voglia di essere.

Contrasti di ombre e tagli di luce disegnano la storia di un film già proiettato sul piatto telo azzurro del tempo.

Undici chiodi di bronzo dal campanile del paese, fissano l’aria nella mente; nastro vibrante che registra la storia dell’uomo.

Sul davanzale della finestra una rossa sentinella si inchina e saluta l’ingresso del padrone di casa, respiro cosciente che apre il libro nel petto radioso, purificando al suo ingresso ogni variazione di tono, di suono, di luce.

Cancellando lo scritto del mondo . . . vincendo la morte.

 

SENSI

Non più gli occhi coglieranno un colore, una sfumatura, una distanza per dare vita alla mano dell’artista.

Non più una storia ascoltata, una parabola raccontata, un evento, ispireranno la penna dello scrittore.

Non più tocco definirà con il contatto ciò che è buono e caldo con ciò che è freddo e nemico.

Non più profumo soddisferà l’olfatto del segugio in cerca della giusta strada.

Non più gusto potrà saturare il desiderio di immettere per placare l’inesauribile appetito.

Un nuovo senso illumina, come lanterna ricolma di puro olio, proiettando il gioco della vita.

Vedo con la fiamma del fuoco incorruttibile
Sento, modificando il passato, immaginando favole mai ascoltate
Creo, plasmando il futuro che sfiora la pelle
Nutro piante, alberi, foreste con il respiro eterno
Dò sapore al mondo riassorbendo il sogno immortale.

 

SINTOMO

Mano misericordiosa che dona e raccoglie.
Il bicchiere colmo si versa sulla tavola imbandita. . . .alone incosciente, mappa dettagliata del tesoro nascosto, solco luminoso per i giorni a venire

 

SOGNO SOGNATO

Ti volerò dentro sfiorando con le ali i confini del Corpo. Chiudi gli occhi, allarga le braccia e salta nell’ignoto viaggio, ti guiderò sfidando l’antica tirannia della gravità e potrai ricordare il tuo Sogno sognato.

 

STRECHING

Sto sciogliendo uno ad uno i nodi raccolti nell’eternità inconsapevole, dure pietre di un rosario, preghiera senza dio, ricordi di ombra sognata, posta senza indirizzo.

Mi espando in un respiro senza fine. . . Organi immacolati che non conoscono l’ingiuria del tempo sognano un corpo immortale, allungando ogni percezione oltre i limiti del tempo.

 

SURF

Amore, sei silenzo, solitudine, spazio infinito. Non sei elemento del mondo perchè lo crei, non hai interessi perchè sei padrone del tempo, non hai casa perchè sei in Te.
Incontrando un’onda, libero dal tempo e senza meta, insieme percorri un viaggio eterno che dura un gioco con la sincerità di un amico fedele e la impeccabilità di un naufrago senza passato.

 

TRACK

Track!
Qualcosa si è spezzato, ne vedo i frammenti,
li sento dietro alle mie spalle.
Per un attimo la porta si è spalancata,
fuori c’è un vento impetuoso. . .
come un paracadutista al suo primo lancio
sono fuori.
Una dietro l’altra porte si aprono
e nuovi mondi, strani arredamenti.

Il pericolo abita qui, tutto il vecchio modo di fare, di pensare, di essere non ha più tempo,
è tutto compresso.
Un uomo parla d’affari a gambe incrociate
due occhi spalancati seguono il volo.Il suono è un tam-tam che ricopre ogni cosa
come una casa in fiamme.

Track!
È il suono della vertebra che ritrova il suo posto, il vecchio sentiero che porta a casa è imboccato come un fiume in piena che va verso l’oceano.

 

TRASCENDERE

In alto e ancora più su. . .
Profondo e ancora più dentro
dove luce e ocurità si amano
generando l’eterno creatore.

 

VIAGGIO

Risucchiato dalla forza del vuoto  dell’ignotola nuova velocità non consente proteziomi

VIAGGIO

Risucchiato dalla forza del vuoto dell’ignoto
la nuova velocità non consente protezioni o air-bag per parare il colpo imminente che infrangerà il parabrezza dell’invisibile divisione.

Slegato dalle antiche usurate cinture dell’ignoranza, liberato dalle leggi di anacronistici codici, proiezioni delle più ancestrali paure, il viaggio si trasforma in un volo gioioso per planare sulla terra promessa.

 

VISION

Decine di bianche candele accese brillano
donando un innocente sorriso all’ipocrita edificio che le accoglie.

Una folla inconsapevole, cieca, tenta di spegnere l’antica sete versando acqua benedetta nel calice già colmo.

Al di sopra delle penitenti teste, due occhi pieni di lacrime amano . . .
abbracciando le deformi membra, alimentando le giovani fiamme con la promessa di vita eterna.

 

VITTORIA

Sempre nel luogo delle partenze e degli arrivi, in un incontro che dovrebbe esistere nell’assenza di tempo, si rinnova la vecchia ferita…..

Non smetterò di sognare e affronterò il vecchio nemico generato da me stesso con la promessa di sempre …. A M O R E.

 

YOGA

Lo strappo nella carne quando alle spalle si chiuse la porta del paradiso . . .

Accecanti luci artificiali mi accolsero all’uscita dell’angusto tunnel,
lacerato dall’involontario sforzo . . .
contrazioni di un universo devoto alla morte.

Come Peter Pan ho rincorso l’ombra, animata da voglia vitale, dimenticando la vera natura, affannandomi per riannodarla all’antico ceppo.

Ora . . . nella splendida stanza nuziale, con il filo del ricordo, ricucio il bianco abito . . . nuova pelle per il nuovo Corpo.